1. Premessa e obiettivi dello studio
La presente relazione di calcolo rappresenta il prodotto del lavoro indipendente dell’Arch. Martina Bellomia e NON costituisce un rapporto, una posizione o un’opinione ufficiale dello stesso autore, ma è una rappresentazione di massima degli eventi che si sono verificati giorno 1 gennaio 2026.
La relazione tecnica descrive i risultati di una simulazione di incendio condotta mediante il Fire Dynamics Simulator (FDS), modello di calcolo degli effetti dell’incendio elaborato dal NIST (National Institute of Standards and Technology). Le simulazioni sono finalizzate alla stima dei tempi di tenibilità del locale e NON alla valutazione delle condizioni di sicurezza antincendio dello stesso.
La simulazione numerica è stata sviluppata esclusivamente nell’ambito di uno studio di Fire Safety Engineering a carattere prestazionale e deve essere interpretata come valutazione tecnica esplorativa basata su ipotesi ragionevoli ma necessariamente semplificative.
Si precisa in modo esplicito che:
- la geometria del modello FDS è approssimata e non deriva da rilievi diretti, è stata ricostruita sulla base di un disegno planimetrico pubblicato dal quotidiano La Repubblica in data 3 gennaio 2025. Il disegno non riporta quote dimensionali né scala grafica; pertanto le dimensioni del locale sono state stimate per proporzione, utilizzando elementi di arredo di dimensione standard (tavoli, sedute, tavolo da biliardo) come riferimento. Le superfici e i volumi modellati devono quindi intendersi come approssimati e rappresentativi dell’ordine di grandezza reale, quanto riportato ha valore esclusivamente come riferimento qualitativo;
- i materiali modellati (arredi, superfici, combustibili) non corrispondono a materiali specifici realmente installati, ma sono stati selezionati come materiali analoghi o similari, adottando proprietà termo-fisiche e di reazione al fuoco tratte da letteratura tecnica, banche dati e documentazione di riferimento di FDS;
- i parametri di incendio (HRR, curva di crescita, produzione di fumo e gas tossici) rappresentano valori tipici e cautelativi, e non derivano da prove sperimentali specifiche sull’attività;
- la simulazione non costituisce una ricostruzione dell’evento reale, né un’analisi di tipo forense, investigativo o giudiziario.
Alla luce di quanto sopra, i risultati della simulazione devono essere considerati validi esclusivamente nel contesto delle ipotesi adottate e non possono essere estrapolati o utilizzati per finalità diverse da quelle di una valutazione prestazionale di sicurezza antincendio.
Qualsiasi utilizzo a fini decisionali, autorizzativi o legali richiede necessariamente:
- dati geometrici certificati;
- caratterizzazione reale dei materiali;
- definizione condivisa degli scenari di incendio;
- validazione con l’autorità competente.
Pertanto, le conclusioni tratte hanno valore tecnico-orientativo e non sostituiscono in alcun modo verifiche prescrittive, perizie ufficiali o accertamenti di altra natura.
Modellazione della geometria del locale.
La figura mostra il dominio di simulazione che rappresenta lo spazio tridimensionale entro il quale il software risolve le equazioni fisiche dell’incendio, cioè l’“ambiente virtuale” in cui vengono calcolati fiamme, fumi, temperature, velocità dell’aria e concentrazioni dei gas.
Lo studio è stato sviluppato secondo l’approccio della Fire Safety Engineering (FSE), con l’obiettivo di:
- analizzare l’evoluzione dell’incendio in uno scenario rappresentativo e credibile;
- valutare le condizioni termo-fluidodinamiche nei locali aperti al pubblico con particolare riferimento ai ristoranti e Bar;
- verificare il mantenimento delle condizioni di vivibilità lungo le vie di esodo;
- fornire indicazioni utili alla progettazione e/o verifica delle misure di sicurezza antincendio.
2. Riferimenti normativi e metodologici
La simulazione è stata impostata in coerenza con:
- normative e linee guida italiane in materia di sicurezza antincendio (Codice di Prevenzione Incendi DM 3/8/2015);
- principi della Fire Safety Engineering;
- documentazione ufficiale di FDS (NIST).
L’analisi è di tipo prestazionale e non sostituisce le verifiche prescrittive eventualmente richieste dall’autorità competente.
3. Descrizione dell’attività
Il bar Le Constellation è un’attività aperta al pubblico destinata alla somministrazione di cibi e bevande (per quanto noto non è un locale di pubblico spettacolo), caratterizzata da:
- presenza di arredi combustibili (bancone, tavoli, sedute);
- affollamento variabile, tipicamente medio-alto nelle ore serali;
- spazi chiusi con ventilazione meccanica.
Ai fini della simulazione, l’ambiente è stato modellato come un singolo compartimento principale, con aperture rappresentative di porte e collegamenti con locali soprastanti.
4. Descrizione dello scenario di incendio
Ipotesi di innesco
Lo scenario di progetto prevede un incendio originato in prossimità del bancone bar, dovuto ad un innesco accidentale del materiale combustibile di rivestimento del soffitto.
Carico d’incendio e sorgente termica
La sorgente di incendio è stata modellata come una fire surface con crescita di tipo t², rappresentativa dell’innesco e della successiva propagazione agli arredi adiacenti per raggiungimento della temperatura di accensione.
I principali parametri adottati sono:
- potenza termica massima (HRRmax): valore coerente con arredi di un bar;
- tempo di crescita: veloce;
- produzione di fumo e gas tossici compatibile con materiali cellulosici e plastici (poliuretano).
5. Modello FDS
Geometria e discretizzazione
La geometria del locale è stata ricostruita in FDS mediante griglia cartesiana tridimensionale. La dimensione delle celle è stata scelta in modo da garantire un adeguato compromesso tra accuratezza numerica e tempi di calcolo, nel rispetto dei criteri di risoluzione consigliati (rapporto D*/dx).
Ventilazione e condizioni al contorno
Sono state considerate:
- aperture permanenti;
- non sono stati considerati i condotti di aerazione probabilmente presenti;
- condizioni ambientali iniziali standard (T = 20 °C).
Criteri di valutazione
I principali parametri monitorati includono:
- temperatura dell’aria;
- visibilità (tramite concentrazione di fumo);
- concentrazione di gas tossici (CO);
- quota dello strato di fumo.
6. Risultati della simulazione
Evoluzione dell’incendio
La simulazione evidenzia una rapida crescita dell’incendio nei primi minuti, con accumulo di fumi caldi nella parte superiore del locale. La stratificazione termica risulta inizialmente marcata, per poi degradarsi con l’aumento della potenza termica.
Temperature
Le temperature a soffitto raggiungono valori elevati, potenzialmente critici per la stabilità degli elementi sia strutturali che non strutturali. A quota uomo, le temperature rimangono entro limiti accettabili solo per un intervallo di tempo limitato (circa 140 s).
In Italia la temperatura massima di esposizione di persone non protette non deve essere superiore a 60 °C (Tabella M.3-2 Codice di prevenzione Incendi). Nella seguente figura l’area indicata in nero rappresenta questo limite al tempo T di circa 150 secondi.
La fascia di colore nero rappresenta la temperatura = 60 °C
In Italia la Temperatura massima di esposizione di persone non protette non deve essere superiore a 60 °C
(Tabella M.3-2 Codice di prevenzione Incendi)
Premesso che la ISO TR 13387-2 ’’Fire Safety Engineering – Part 2: Design fire scenarios and design fires’’ indica che il FLASHOVER è una fase di transizione in corrispondenza della quale la temperatura dello strato di gas caldi a soffitto raggiunge il valore di 600 C° e il flusso termico a livello del pavimento è pari a 20 kW/m2, nelle figure seguenti sono indicati: i valori del calore trasmesso per irraggiamento, misurati da sensori virtuali posizionati a filo di pavimento e i valori delle temperature misurati sempre da sensori virtuali posizionati immediatamente al di sotto del soffitto. I valori riportati evidenziano che le condizioni di Flashover si verificano dopo circa 140 s.
Sonde di misura del calore radiante alla quota del pavimento
Sonde di misura della Temperatura alla quota del soffitto
Visibilità e fumi
La visibilità lungo le vie di esodo si riduce rapidamente, scendendo al di sotto dei valori di riferimento per l’esodo sicuro (circa 5–10 m), prima che l’incendio raggiunga la piena potenza.
Condizioni di esodo
Lo studio mette in evidenza come il margine di sicurezza dipenda in modo decisivo da:
- rapidità di rivelazione dell’incendio;
- tempestività dell’evacuazione;
- efficacia della ventilazione e dello smaltimento dei fumi;
- disponibilità e funzionalità delle vie di esodo.
7. Discussione
L’autore sottolinea che i risultati devono essere interpretati esclusivamente nel contesto delle ipotesi adottate e non possono essere utilizzati per fini legali o autorizzativi senza dati certificati e validati.
Lo studio conferma tuttavia l’importanza dell’approccio di Fire Safety Engineering come strumento per comprendere i meccanismi fisici dell’incendio e per migliorare la progettazione e la gestione della sicurezza nei locali aperti al pubblico.
I risultati mostrano che, nello scenario considerato, le condizioni di vivibilità possono degradarsi rapidamente in assenza di misure attive di controllo dell’incendio e dei fumi. La non adozione di sistemi di rivelazione precoce e di evacuazione dei fumi, la mancata disponibilità di vie di esodo sicure, e la mancata adozione di materiali di arredo e rivestimento con caratteristiche di Reazione al Fuoco certificate, riduce drasticamente i tempi a disposizione per portarsi in luogo sicuro e incrementa significativamente il tempo di esodo.
8. Conclusioni
La simulazione FDS del bar Le Constellation ha permesso di:
- comprendere l’evoluzione dell’incendio in un contesto semirealistico;
- identificare le principali criticità legate a fumi e visibilità;
- supportare la valutazione prestazionale della sicurezza antincendio.
Lo studio conferma l’utilità dell’approccio FSE come strumento di supporto alla progettazione e alla verifica della sicurezza antincendio, fermo restando il necessario confronto con le autorità competenti.
9. Sviluppi futuri
L’analisi sarà approfondita mediante:
- simulazioni di scenari alternativi;
- valutazione quantitativa dell’RSET;
- integrazione dei valori ottenuti in termini di prodotti della combustione con modelli di evacuazione.
Dott. Arch. Martina Bellomia




